I cavallini 2
I cavallini 2
Oggi nell’altopiano vivono tra i 450 e i 650 cavallini che sono oggetto di cura e tutela pubblica. L’80% dei capi è morello, con manto, criniera e coda neri; poi c’è il baio, bruno, e il sauro, rossicio. Mangiano ciò che la natura offre loro, come i ranuncoli. La loro aspettativa di vita è di quindici/ vent’anni.
In sardo si chiamano cuaddeduso achettas. Le loro caratteristiche sono testa squadrata con grandi occhi a mandorla; collo forte; tronco raccolto; groppa corta e stretta; coda con attaccatura bassa e folti crini; pancia a botte; cosce poco muscolose; arti sottili con stinchi lunghi e zoccoli piccoli adatti al terreno pietroso; ciuffo abbondante sulla fronte e criniera molto ricca. Le piccole dimensioni (1,25-1,32 metri al garrese) sono una peculiarità dovuta alle difficili condizioni di vita, alla consanguineità o a una selezione naturale. In passato erano conosciuti esemplari alti poco meno di un metro: Procopio di Cesarea scrive di cavalli alti come una pecora.
I cavallini vivono in branchi di otto-nove esemplari: le femmine, i puledri e il maschio dominante che guida, comanda e difende il proprio gruppo. Ogni harem occupa un territorio ben definito. Il ruolo di capobranco viene conquistato da un giovane maschio dopo un duello violento, fatto di calci e morsi, che ha termine solo quando il rivale abbandona la lotta e si allontana. In primavera, stagione degli amori, si riaccendono le sfide per portare nuove puledre nel proprio gruppo: i rituali di corteggiamento sono lunghi e complessi. La gravidanza dura circa undici mesi; il parto coincide sempre con l’inizio della bella stagione. Lo stallone scaccia i puledri dal terzo anno di età, ormai sessualmente maturi, per costringerli a crearsi un altro nucleo familiare.
