Gesturi

Gesturi

Paesaggio incantevole, fermo nel tempo, eredità nuragica e intensa devozione sono le caratteristiche del piccolo paese con oltre mille abitanti il cui territorio occupa in parte la Giara.

Gesturi è meta di pellegrinaggio perché ha dato i natali al Beato fra Nicola (1882-1958), vissuto in una modesta casa, oggi adibita a museo. Da cui parte un itinerario lungo strette vie, chiese, basse case contadine con cortile chiuso dal portale ad arco e dimore padronali con portali seicenteschi e verande archivoltate, tra cui spicca l’antica dimora dei conti. Al centro del paese svetta il campanile della parrocchiale di Santa Teresa d’Avila(1607), festeggiata a metà ottobre. La chiesa della Madonna del Rosario (1623) è sede de iscunfrariusbiancus, confraternita che durante la Settimana Santa si occupa della Madonna. La cura del Cristo è compito della confraternita del Santo Sepolcro, che risiede nella chiesetta di Santa Maria Egiziaca, particolare per architettura e per le ‘statue abbigliate’. Appena fuori dall’abitato si trova la chiesa di Santa Barbara, la più antica (1473). A tre chilometri dal paese, immersa in un bosco, si trova la chiesa della Madonna d’Itria (1620), i cui festeggiamenti iniziano il giorno di Pentecoste. La festività più sentita è quella di fra Nicola: a Giugno e ad Agosto.

Tra le feste civili, notevole è la “Sagra dell’asparago selvatico” che si svolge l’ultima domenica di Marzo.

Il nome Gesturi è di etimologia non chiara, di probabile origine prelatina. Potrebbe derivare dalla voce fenicia Ges, ossia valle; rappresentare un presunto composto del latino luxtae del sardo urus, ossia Toro, equivalente a presso il toro, ossia il Dio Toro; oppure provenire dalla parola latina Gestor ossia amministratore, rappresentando la villa di qualche latifondista romano.