Il Bruncu Madugui
Il Bruncu Madugui
Le prime notizie risalgono al XIX secolo: la Marmora, l’Angius e il Centurione ne indicarono le particolarità tecnico costruttive, la planimetria e l’ubicazione strategica.
La prima campagna di scavi fu condotta però solo nel 1962 da Giovanni Lilliu. Le indagini del villaggio proseguirono ad opera di Gabriella Puddu e di Alessandro Usai. Attraverso lo studio dei resti di si è potuta ricostruire la fauna locale e le modalità di cottura della carne. Nel 1992 U. Badas ha pubblicato lo studio, da lui effettuato, sui reperti. Nel 2022 la Soprintendenza ed il Comune hanno avviato il restauro del monumento principale, ritrovando un pugnale in bronzo.
L’edificio principale si presenta difficilmente comprensibile a causa dei crolli e dell’incompletezza degli scavi: ha l’aspetto di una piattaforma larga, bassa e apparentemente piena. Ha una planimetria quasi reniforme, con il bastione dal contorno concavo-convesso. Presenta un ingresso a lato SE che immette in una scala, protetta a destra da una nicchia, allo sbocco vi è un corridoio irregolare dal quale si può accedere a due vani di forma ellittica, piuttosto mal conservati.
Dall’ultimo vano, che si apre sul fondo, si diparte un ulteriore corridoio che giunge fino ad un probabile secondo ingresso originariamente aperto sul lato NE. L’edificio è datato al Bronzo Medio.
L’insediamento è composto da una decina di nuclei distinti e da alcuni edifici isolati. Il primo gruppo è costituito da un insieme di quattordici capanne, strettamente legate fra loro da muri comuni o brevi cortine. L’ingresso dell’agglomerato immette in un cortile pavimentato. La cottura dei cibi doveva avvenire nei singoli ambienti e le capanne sono tra loro simili, per conformazione architettonica e materiali trovati. L’abitato è datato unicamente al Bronzo Finale.
