Età Punica e Romana
Età Punica e Romana
A Gesturi sulle pendici e alle falde della Giara si contano almeno otto insediamenti di età nuragica riusati in età punica, probabilmente fattorie legate allo sfruttamento dei terreni per la produzione dei cereali; il nucleo più consistente e antico (VI-V sec a.C.) si disloca presso Su Bruncu de Giantommasu, un mammellone arenario da cui si può controllare il fiume Mannu.
Nel territorio di Gesturi è stata trovata l’unica statuetta del Dio sardo-punico Sardus Pater(IV- III sec a.C.) ed una moneta raffigurante da un lato l’avo di Ottaviano Azio Balboe dall’altro il dio.
Genoni restituisce la testimonianza più nota della presenza punica nel territorio della Giara: la fortezza di Santu Antine, punto strategico per il controllo dei passaggi tra Barbagia e Campidano.
La romanizzazione nell’area della Giara è massiccia; nel territorio di Gesturi i siti frequentati si moltiplicano. A Tuili sul ciglio meridionale, nei pressi del Nuraghe Santa Luisa, sorge il centro omonimo con case a pianta rettangolare e più vani, con suppellettili e manufatti per la macinazione, ove è attestato un culto fallico di Età Imperiale: alcune pietre scolpite rappresentano tale simbolo, usato anche per allontanare il malocchio.
In territorio di Genoni, sempre sul bordo, si trovano i resti del villaggio di Bruncu Suergiu in cui sono stati trovati un gran numero di suppellettili e manufatti per la lavorazione di grano e frutti. Potrebbe esser stato anche un avamposto contro le invasioni vandaliche. Nella Rotonda de Sa Corona Arrubia, l’offerta di monete dal III secolo a.C. al VI-VII secolo d. C. dimostra la continuità di culto. La presenza in diversi siti romani della Giara di un gran numero di macine e torchi di basalto per grano e frutti (olivo, olivastro e lentisco) fa pensare a piccole industrie.
