L'evoluzione del paesaggio della Giara
L'evoluzione del paesaggio della Giara
Inizia nella metà del cenozoico (40 milioni di anni fa), la rotazione che porterà il blocco sardo corso a staccarsi dalla parte meridionale della Francia e ad assumere la posizione attuale.
Nel Miocene il mare invadeva il Campidano e la Marmilla fermandosi ai piedi di Laconi e Nurallao: in esso si depositò una coltre di sedimenti marini che nel corso dei secoli si è trasformata nelle tipiche rocce fossilifere della Marmilla. Alla fine del Miocene il mare si ritirò a causa dei movimenti tettonici e della chiusura del Mediterraneo.
Nel pliocene(2 milioni e 500 mila anni fa), la lava molto fluida di Zeppara Manna e Zepparedda fuoriuscì: il basalto, raffreddandosi, si trasformò in una spessa coltre di dura roccia che ricoprì le tenere rocce marine (marne).
Nel pleistocene inferiore, all’inizio del periodo quaternario, contemporaneamente all’attività vulcanica, i movimenti tettonici provocarono il sollevamento di tutto il territorio, mentre nella fascia compresa tra il Golfo di Oristano e quello di Cagliari si formò una nuova fossa tettonica: il Graben del Campidano. I fiumi erosero profondamente le rocce marine. La grande resistenza offerta dai basalti agli agenti atmosferici preservò le rocce sottostanti dai processi di erosione, mentre quelle attorno alle colate furono profondamente erose. Si attuò, cioè, un’inversione del rilievo: dove originariamente era presente una vasta pianura circondata dai rilievi, si formò l’altopiano della Giara.
Nell’olocene, durante i periodi glaciali, il paesaggio della Giara è distinto da una rada vegetazione su cui pascolano i cervi. Nelle fasi più calde, invece, l’altopiano è avvolto da una fitta vegetazione e i processi di erosione sono meno intensi. Nell’ultima epoca del periodo quaternario nella quale ancora ci troviamo, appare l’uomo.
