Le prime presenze umane
Le prime presenze umane
Dall’800, diversi studiosi si sono dedicati all’altopiano e ai suoi monumenti. Il generale piemontese Alberto Ferrero conte della Marmora elabora la prima carta dell’altopiano. Il canonico Giovanni Spano, invece, da notizie di scoperte fortuite. Nell’articolo e carta di Antonio Taramelli e Filippo Nissardi sono illustrati quasi 150 nuraghi. Nel corso del 900 il territorio è interessato da diversi scavi e notizie dei monumenti, da parte soprattutto di Lilliu. Le notizie relative all’altopiano e al suo costone date dal censimento archeologico del territorio comunale di Gesturi hanno dei confronti e similitudini con le zone della Giara appartenente agli altri comuni. Negli ultimi Vanzetti e Schirru hanno analizzato, tramite strumentazione GIS, il rapporto tra i nuraghi e il territorio.
La Giara è stata abitata dall’uomo sin dall’Età Neolitica: lo dimostrano le tracce delle officine litiche (di ossidiana e selce) e le Domus de Janas. Queste sepolture sono presenti esclusivamente nel costone, scavate subito al di sotto della colata lavica (Scala Pizosa, Tuili; Sa Ucca ‘e su paui, Cadoni e Monti Crucuris, Gesturi) o realizzate in formazioni isolate a mezza costa (Sa Domu ‘e s’Orcu, Setzu). Altre due sono presenti in località Is Spillucheddas, alle falde sud-occidentali del Monte Santu Antine di Genoni, considerato una spaccatura della stessa giara, separatesi per antiche fratture. Sull’altopiano sono stati censiti alcuni dolmen e menhir.
La vita continua nella successiva Età del Rame, quando il territorio era densamente popolato. A quest’epoca risale l’interessante sepoltura di Mind’e Gureu con un inumato accompagnato da corredo di Cultura Abealzu. Durante la Cultura Monte Claro si ha un maggior popolamento del territorio con circa una ventina di insediamenti, tra cui quello di Nerbonis.
