Il sughero
Il sughero
II sughero è un tessuto di protezione presente in tutte le piante legnose, che si osserva solo nella quercia da sughero perché in uno strato di notevole spessore. È prodotto dal fellogeno, detto comunemente “mammina”, per sostituire gli strati epidermici della corteccia che si lacerano e deperiscono. È molto compatto, essendo composto da numerosissimi strati cellulari appressati tra loro; è estremamente leggero e isolante, poiché le cellule sono sature d’aria; è un buon impermeabile, morbido e facilmente deformabile, avendo membrane sottili. Si tratta dunque di un materiale pregevole e versatile sempre più frequentemente impiegato nei vari settori dell’industria e dell’artigianato.
L’estrazione del sughero viene eseguita da due operai, in sardo bogadores (estrattori) con tecniche preindustriali, esclusivamente manuali e con strumenti tradizionali (la scure col manico a forma di cuneo per penetrare più facilmente e facilitare il distacco; il coltello a serramanico per staccare le striscioline di sughero dai lati e la cosiddetta stecca, un ramo a forma di cuneo usato per staccare il sughero nei punti più alti). Si effettua ogni 9/10 anni, al mattino, durante l’estate, quando si stacca facilmente. La demaschiatura, la prima decortica, si attua quando la pianta ha 15-30 anni e una circonferenzadi circa 50 cm.: si ottiene il “sugherone” o “sughero maschio”, di scarsa qualità, grossolano e ruvido. Dopo circa 10 anni, si effettuerà la “prima scorza”, l’estrazione del primo sughero gentile o di produzione, di scarso valore; successivamente si otterrà il sughero vero e proprio.
Il declino vegetativo degli ultimi anni è dovuto alla siccità, ai funghi patogeni e insetti defogliatori (la processionaria delle querce, il bombice gallonato e la tortrice della quercia) e agli incendi.
