Macchie e garighe, prati e praterie

Macchie e garighe, prati e praterie

Le praterie, i prati e i pratelli derivano principalmente dallo sviluppo delle attività pastorali e occupano il 10% della superficie totale della Giara: la loro estensione è stata favorita dagli allevatori con tagli selettivi o con la pratica degli incendi, nel momento in cui i pascoli naturali erano diventati insufficienti.

La prateria più diffusa è caratterizzata dalla dominanza di asfodelo.

I prati sono costituiti prevalentemente da piante erbacee con un ciclo vegetativo annuale o stagionale.

Si sviluppano in suoli umidi, aridi e rocciosi, raggiungendo un’altezza che raramente supera i 10 cm. Si ha il prato di fienarola e pratolina, quello di piantaggine barbatella e fienarola bulbosa e quello di trifoglio sotterraneo e piantaggine lanciuola.

Tra i pratelli, quello di Durieu, della borracina azzurra, silene gallica e cappellini di Salamanca.

Le macchie e le garighe derivano da boschi degradati da incendi o pascolo; ricoprono il 32%della Giara, occupando suoli con roccia affiorante esposti a nord e a sud.

Le macchie sono costituite spesso da un arbusto predominante, con altezze differenti, distribuito in più strati e accompagnato da lianose. Sono presenti la macchia alta a ilatro comune, a biancospino e a corbezzolo, quella bassa a lentisco e a mirto e lentisco.

Le garighe sono situate generalmente in zone pianeggianti e formano un paesaggio discontinuo in cui arbusti pulvinati, che ricoprono gli spuntoni rocciosi, si alternano a pratelli erbosi insediati nelle piccole depressioni del substrato. Il loro aspetto più rappresentativo è dato dai cisteti, soprattutto cisto di Montpellier e cisto femmina, accompagnati da ilatro sottile e diverse specie di ipocisto. Compaiono, inoltre, numerose arbustive (corbezzolo, lentisco, biancospino) e lianose (stracciabraghe e tamaro).