Le pendici

Le pendici

Lo sfruttamento delle pendici è determinato dalla morfologia e dalla natura del suolo, dalla pendenza e dall’ altimetria.

Le trasformazioni più evidenti si registrano alla base delle pendici, dove pascoli parzialmente cespugliati si alternano a seminativi, orti e frutteti, favoriti dalla fertilità dei terreni e dalla presenza dell’acqua. Alla stessa quota, ma sui pendii oggetto di fenomeni franosi, prevalgono invece lembi di bosco o macchia alta naturale utilizzati spesso come legnatico.

Le coltivazioni sono localizzate soprattutto lungo i versanti meridionali dell’altopiano. Il piano basale delle pendici è caratterizzato da coltivazioni estensive, campi aperti in cui si producono cereali, leguminose da foraggioe il trifoglio. Salendo lungo i pendii si riscontrano le coltivazioni intensive, mandorli, ulivi, piccoli orti e alberi da frutto (pero, pesco, susino).

Le parti più alte delle pendici presentano una certa uniformità: sono costituite da falesie molto ripide di rocce basaltiche che circoscrivono il tavolato della Giara formando la cosiddetta corona. L’acqua piovana disgrega e incide profondamente la roccia plasmando delle cascatelle; mentre le incisioni, esaurite le acque, sono usate come vie di accesso all’altopiano (scálas). Le fessurazioni verticali del substrato basaltico inghiottiscono parte delle acque piovane che poi sgorgano al piede della cornice in numerose sorgenti (mitzas). La vegetazione è costituita da lecci, arbusti alti, muschi e licheni.

Le rocce della corona costituiscono il rifugio di molte specie animali, in particolare degli uccelli rapaci che ne sono diventati i dominatori incontrastati, come la poiana, lo sparviere e il gheppio. Appare, ogni tanto, il falco pellegrino. Tra gli ammassi rocciosi nidificano anche il corvo imperiale e il gruccione.