I paulis
I paulis
Le fioriture primaverili, i cavallini e i numerosi uccelli palustri creano suggestioni di natura ancora incontaminata; ma oltre al valore paesaggistico, i paulis presentano caratteristiche ecologiche così particolari da risultare uniciin tuttoil Mediterraneo.
Sono depressioni naturali del terreno rivestite di uno strato argilloso in cui si raccolgono e ristagnano le acque meteoriche, che evaporano durante l’estate. Se ne contano circa 30, complessivamente raggiungono un’estensione di circa 120 ettari, pari al 2,18% della superficie totale. Non sono molto profondi, da 30 a 80cm. Generalmente i loro bordi sono debolmente rialzati per la presenza di ciottolame o piccoli massi; in alcuni, nel tentativo di trattenere più a lungo l’acqua, le sponde sono state innalzate artificialmente, con effetti negativi sull’equilibrio dell’ecosistema.
Sebbene le acque dei paulis siano povere di elementi nutritivi, le specie vegetali e animali che, con opportuni adattamenti, riescono a vivere in questo habitat sono numerose.
Mostrano il loro massimo splendore in primavera quando sono ricoperti dal ranuncolo acquatico e presentano la tamerice maggiore, la calamaria di durieu, l’erba pecorina, la menta poleggio e altre specie di ranuncoli. È di notevole interesse la microfauna con alcune specie considerate veri e propri fossili viventi, il lepidurusapuslubbocki e il triopscancriformisshaps. Sono abitati anche da anfibi migratori come la raganella sarda e il rospo smeraldino.
Dai paulis, nei periodi di piena, l’acqua trabocca raggiungendo piccole gole e defluisce verso il ciglione. I letti dei torrenti sono ricchi d’acqua nei giorni piovosi, tanto da formare delle vere e proprie cascate, ma una volta esaurito l’approvvigionamento possono essere sfruttati come accessi all’altopiano (scalas).
